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3 Anni di Coaching: La domanda che più mi viene fatta…Perché ci si infortuna? La mia "Top 5" del rischio

In questi giorni festeggio un traguardo speciale: 3 anni di “Per Correre”!

Sono stati 1.095 giorni intensi, fatti di traguardi raggiunti, chilometri condivisi e un’infinità di feedback analizzati. Nel celebrare questo anniversario, ho pensato di rispondere alla domanda che ricevo più spesso, creando una mini-guida basata sulla mia esperienza sul campo.


Perché ci si infortuna?

Spesso diamo la colpa alla sfortuna o alle scarpe scariche (che contano, ma in minima parte) ma la realtà è che quasi ogni stop forzato nasce da un errore di gestione. Per cui ecco la mia classifica dei 5 motivi principali.


1. Sbagliare i ritmi e i carichi

È il motivo numero uno, senza discussioni. Il desiderio di migliorare subito porta a due errori fatali:

Lento troppo veloce e ripetute oltre le proprie possibilità: Se corri il fondo lento a un ritmo troppo svelto, il corpo non recupera, se corri le ripetute a ritmi che non puoi sostenere, dai eccessivo stress alle articolazioni senza esserne preparato, crei stanchezza e traumi, non ti stai allenando, ti stai auto sabotando.

Progressione dei km: aumentare  i chilometri settimanali troppo velocemente mette sotto stress tessuti (tendini e ossa) che hanno tempi di adattamento molto più lunghi dei muscoli.


2. Routine Incompleta: Non solo corsa

L'allenamento non inizia e non finisce con il tasto "Start" dell'orologio. Chi si limita a correre e basta, prima o poi, si ferma.

Includere una routine completa significa:

Fare Attivazione e mobilità: Preparare le articolazioni prima di partire.

Fare Forza e Tecnica: Inserire giusti esercizi di potenziamento e andature per migliorare il gesto.

Defaticamento: Lo stretching finale e l'allungamento non sono optional, ma il primo atto del recupero per la sessione successiva.


3. Sonno e Stile di Vita

Il tuo corpo non si allena mentre corri, ma mentre riposi. È lì che avviene la magia della supercompensazione.

Il sonno è sacro: Se dormi poco, i tuoi tessuti non si riparano dai micro-traumi della corsa.

Equilibrio: Uno stile di vita troppo stressante alza i livelli di cortisolo, rendendo i tuoi muscoli più rigidi e inclini a lesioni. Allenarsi duramente dopo una giornata lavorativa estenuante senza aver mangiato o dormito bene è un rischio enorme.


4. Tecnica di Corsa:

Molti corrono senza conoscere le basi della meccanica del movimento.

Correre in modo inefficiente (ad esempio "seduti" o semplicemente con una cadenza troppo bassa) trasforma ogni passo in un micro-trauma per le ginocchia, caviglie e per la schiena. Conoscere la teoria e la pratica della biomeccanica ti permette di distribuire il carico in modo corretto, trasformando l'impatto in propulsione anziché in dolore.


5. Gareggiare troppo spesso

L'adrenalina della gara è una sensazione meravigliosa, ma il corpo ha bisogno di scarico.

Infilare una competizione dopo l'altra senza programmare periodi di riposo accurati è la via diretta per l'overtraining. Una programmazione "giusta" alterna picchi di intensità a cicli di recupero. Saltare queste fasi per collezionare medaglie significa, purtroppo, prepararsi a un lungo stop.


In conclusione

In questi tre anni ho capito che il segreto non è la rigidità, ma la consapevolezza. La programmazione che propongo ai miei atleti è "giusta" solo quando rispetta questi equilibri e quando il dialogo tra coach e atleta permette di correggere il tiro prima che arrivi l’infortunio.


Grazie per aver corso con me questi 3 anni e di esservi affidati alle mie competenze!


Alberto Giardina

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